Loris Gonnet Ha Scritto:

RC MEDICO: come deve assicurarsi?

I medici, come devono assicurarsi per errori professionali?

I medici, come devono assicurarsi per errori professionali? Responsabilità operatori sanitari: strutture più responsabilizzate, pazienti più tutelati. Deve essere assicurato il libero professionista che presta la sua opera in struttura privata? E' citabile per colpa, in via penale, il sanitario che provoca un danno ad un paziente se sono seguite le buone pratiche clinico - assistenziali e le raccomandazioni previste dalle linee guida? Ecc... La legge Gelli ad un anno dalla sua introduzione. Le novità introdotte dalla legge Gelli coinvolgono la responsabilità civile e penale di tutti coloro che lavorano in campo sanitario e di tutte le strutture, le quali devono rispondere anche delle azioni di chiunque vi operi all’interno a qualunque titolo. L’obbiettivo dichiarato è il raggiungimento di un equilibrio tra tutela del paziente e limite al contenzioso, prevedendo un tentativo di conciliazione obbligatorio e contribuendo a ricostruire una alleanza terapeutica tra gli attori, scoraggiando il paziente a esercitare senza indugio un’azione legale. Tutto ciò dovrebbe limitare anche il ricorso da parte dei medici alla cosiddetta “medicina difensiva” comportante la prescrizione di esami e accertamenti a volte superflui per paura di essere coinvolti in contenziosi legali. A tal proposito ricordiamo che la legge Gelli sancisce, inoltre, che non è citabile per colpa, in via penale, il sanitario che provoca un danno ad un paziente se sono seguite le buone pratiche clinico - assistenziali e le raccomandazioni previste dalle linee guida. E’ stata quindi alleggerita soprattutto la posizione dei medici dipendenti e degli altri esercenti professioni sanitarie all’interno delle strutture (pubbliche e private) che in caso di errori rispondono per la sola responsabilità extracontrattuale; ciò comporta che non è più responsabilità del medico provare la propria correttezza professionale, ma è il paziente che dovrà dimostrare che la colpa di eventuali danni subiti è imputabile al sanitario. Le strutture sanitarie, invece, rispondono per responsabilità contrattuale propria e per l’operato del personale a qualunque titolo operante all’interno della struttura e devono continuare a dare prova del corretto adempimento. Non cambia molto per i liberi professionisti che operassero per conto proprio, magari nel proprio ambulatorio; essi infatti continuano ovviamente a rispondere per responsabilità contrattuale con il paziente, il che comporta anche una prescrizione del diritto di 10 anni. Chi si deve assicurare e per cosa Tutte le strutture pubbliche e private hanno obbligo assicurativo per responsabilità civile (anche nei confronti dei loro operatori, la cosiddetta RCO) e devono pubblicare sul proprio sito internet gli estremi della copertura assicurativa ed i dati relativi ai risarcimenti dell’ultimo quinquennio. Il sanitario “strutturato” interno alla azienda deve essere assicurato per colpa grave e per eventuale danno erariale (nel pubblico) o per azione di rivalsa della compagnia assicurativa della struttura. Il libero professionista ha anch’esso obbligo assicurativo e risponde sempre a pieno titolo per i propri errori, salvo quando eserciti in struttura terza e non abbia alcun tipo di rapporto con il paziente. Questa precisazione va fatta in quanto se il professionista ha instaurato un rapporto con il paziente/cliente, anche se lo incontrasse presso struttura terza, potrebbe essere chiamato in causa per responsabilità contrattuale. Le coperture assicurative devono essere nella forma “claims made”, garantire copertura retroattiva decennale e “postuma decennale” in caso di cessata attività. Mancano ancora alcuni decreti attuativi, ma i casi sopradescritti sono effettivamente in vigore, e dovrebbero rappresentare punti fermi utili a fugare i molti dubbi degli operatori del settore... Per ulteriori informazioni e tutele: loris.gonnet@studioclarus.com........

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